Maggiorazione della retribuzione individuale di anzianità: controlla la tua posizione individuale
La recente sentenza n. 4 dell’11 gennaio 2024 della Corte Costituzionale ha sollevato interrogativi significativi sul riconoscimento della maggiorazione della retribuzione individuale di anzianità (RIA). L’art. 51, comma 3 della legge n. 388/2000, dichiarato incostituzionale, aveva escluso la proroga al 31 dicembre 1993 per la maturazione dell’anzianità di servizio ai fini della maggiorazione RIA. In questo articolo, esamineremo la vicenda e le implicazioni della sentenza, offrendo supporto ai lavoratori interessati.
Il Contesto Giuridico
La sentenza della Corte Costituzionale ha messo in discussione l’interpretazione dell’art. 51, comma 3 della legge n. 388/2000, escludendo la proroga al 31 dicembre 1993 per la maturazione dell’anzianità di servizio ai fini della maggiorazione RIA. Questo implica un riesame della situazione per i lavoratori che avevano fatto ricorso sulla base di tale norma interpretativa.
La Storia della Maggiorazione RIA
Partiamo dal DPR 44/1990, che prevedeva la maggiorazione della retribuzione individuale di anzianità (RIA) per i dipendenti dei ministeri. La legge prevedeva importi crescenti in base alle qualifiche funzionali e all’anzianità di servizio. Tuttavia, la legge n. 388/2000 limitò i benefici della maggiorazione alle anzianità maturate entro il 1990.
La Proroga e la Controversia
Il decreto legge n. 384 del 1992 prorogò gli effetti del DPR 44/1990 fino al 31 dicembre 1993. Questo generò la richiesta di riconoscimento della maggiorazione RIA per i lavoratori che avevano maturato l’anzianità nel triennio 1991/1993. La legge n. 388/2000 limitò ulteriormente i benefici, escludendo le anzianità maturate dopo il 1990.
L’Incostituzionalità dell’Esclusione
La Corte Costituzionale, con la sua sentenza, ha giudicato incostituzionale l’esclusione dei benefici della maggiorazione RIA per le anzianità maturate dopo il 1990. Questa decisione rappresenta una possibile interferenza del legislatore nei confronti di giudizi ancora in corso, violando principi fondamentali dello stato di diritto e del giusto processo.
Impatti e Prospettive Future
La sentenza avrà sicuramente impatti sui giudizi pendenti, ma la situazione rimane controversa per i lavoratori il cui ricorso è stato respinto sulla base della norma interpretativa. La Funzione Pubblica CGIL offre supporto per una valutazione personalizzata della situazione, invitando i lavoratori interessati a mettersi in contatto con i delegati CGIL.
La sentenza della Corte Costituzionale ha portato una ventata di cambiamento nella discussione sulla maggiorazione RIA. Per comprendere appieno le implicazioni e valutare le possibilità di ricorso, è essenziale ottenere una valutazione personalizzata della propria situazione attraverso la Funzione Pubblica CGIL.
MAGGIORAZIONE RIA – CONTROLLA LA TUA POSIZIONE! AFFIDATI ALLA FP CGIL
Chi riguarda?
Lavoratrici e lavoratori dei Ministeri che hanno maturato almeno 5 anni di anzianità entro il 31.12.1993, sia coloro che hanno fatto ricorso a suo tempo, sia coloro che non l’hanno fatto (in questo caso i requisiti sono maturazione di 5, 10, 20 anni di anzianità nel biennio 91/93).
Lavoratrici e lavoratori degli ex enti pubblici non economici che avevano acquisito esperienza professionale permanendo nella stessa qualifica per un periodo non inferiore a 6 anni, quattro per la IX qualifica, alla data del 1 luglio 1988 o al maturare della stessa anzianità minima nell’arco della vigenza contrattuale.
Cosa occorre fare?
L’interessata/o deve presentare domanda di ricostruzione di carriera al proprio ufficio personale. La FP CGIL ti aiuta su questo punto mettendoti a disposizione l’apposita modulistica e l’assistenza per la compilazione.
Crisi all'Ispettorato del Lavoro: l'incontro con la Ministra senza Ministra
Come FP CGIL Emilia-Romagna siamo molto preoccupati circa la critica situazione che sta vivendo l’Ispettorato del Lavoro, e ci rivolgiamo direttamente al governo in cerca di giustizia ed equità.
Le rassicurazioni ricevute nelle scorse settimane si sono rivelate vane. Gli arretrati della perequazione sono parzialmente riconosciuti solo grazie a un emendamento governativo che sottrae l’indennità una tantum precedentemente riconosciuta. La riduzione del salario accessorio del personale, causata dall’aumento del personale e dai limiti normativi, è stata ignorata dal Governo.
Abbiamo chiesto negli scorsi mesi un incontro urgente per portare la situazione direttamente al Governo e alla Presidente del Consiglio dei Ministri, affinché si affrontino le criticità attuali.
Nella giornata di mercoledì 13 dicembre si è tenuto l’incontro con la Ministra del Lavoro. Peccato che la Ministra non vi abbia partecipato.
Erano comunque presenti rappresentanti del Ministero che hanno messo la faccia -di questo diamo loro atto -nel provare a convincerci che l’emendamento governativo sugli arretrati della perequazione fosse una cosa buona.
Addirittura, la parte datoriale ha rappresentato lo scomputo dell’una tantum dagli arretrati della perequazione come un fatto “ovvio”, in quanto l’una tantum sarebbe stata, a loro dire, un anticipo sulla perequazione.
Sappiamo bene che-come recita un vecchio proverbio-l’acquaiolo deve sempre rispondere che l’acqua è fresca, anche se così non è.
Tuttavia, ribadiamo che l’indennità ex art. 32 bis del DL 50/2022 è stata riconosciuta al personale dell’INL non come anticipo sulla perequazione, bensì come “riconoscimento all’impegno straordinario richiesto per il contrasto del lavoro sommerso, per la vigilanza sul rispetto della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e per l’attuazione delle misure previste dal PNRR“.Come si legge dal testo della norma, quindi, non è presente alcun riferimento alla perequazione e lo scomputo dell’annualità 2022 è comprensibile solo in termini di risparmio di finanza pubblica sulle tasche dei lavoratori dell’Ispettorato.
Abbiamo evidenziato nuovamente l’urgenza di intervenire sul salario accessorio del personale, che già dal 2023 subirà una fortissima riduzione dovuta all’ingresso di centinaia di nuovi lavoratori. Su questo, non abbiamo ricevuto nessuna risposta specifica se non un rinnovo generico dell’impegno ad attivarsi e provare a risolvere il problema per via normativa.
Da parte nostra ribadiamo che è fondamentale il riconoscimento -a livello politico -del ruolo sociale svolto dall’INL. Infatti la sicurezza sul lavoro per noi non è soltanto un tema sul quale dare fiato a vuota retorica nelle troppe occasioni di lutto. Se vogliamo combattere davvero questa piaga tremenda allora abbiamo bisogno di maggiori risorse e strumenti per coloro che vigilano sul corretto svolgimento delle attività lavorative.
È questo l’impegno che finora è mancato e non solo da parte di questa compagine governativa.Riguardo alle dotazioni strumentali qualche primo passo sembra forse muoversi, ma aspettiamo di vedere i fatti, prima di esultare, visti i precedenti: pare siano arrivati duemila nuovi portatili per il personale neoassunto in questi mesi.Il 20 dicembre prossimo speriamo anche di sapere quando saranno distribuiti.
Riguardo ai cellulari e alle schede di servizio per tutto il personale sembrerebbe che l’ordine parta entro fine anno e che questa dotazione potrebbe quindi arrivare entro marzo2024. Non aspetteremo certo marzo 2024 per chiedere se la procedura stia andando avanti e la tempistica sia rispettata.
Nessuna novità, invece, per i programmi di elaborazione delle buste paga, che da anni si chiede.Occorrerà continuare ad arrangiarsi, ma fino a quando? Che immagine si pensa venga data all’esterno di un Ente che dovrebbe difendere i lavoratori e non è neanche in grado di quantificare le somme ad essi spettanti?
Al termine di questo incontro possiamo ribadire che, per quanto riguarda la FP CGIL, la vertenza INL con le questioni che ne sono alla base, lo stato di agitazione e la mobilitazione non sono affatto chiuse, anzi!
Aspettiamo, quindi, di avere una convocazione nelle prossime settimane per capire come si intenda risolvere il tema della riduzione del salario accessorio del personale e come si intenda rendere INL un soggetto finalmente riconosciuto e competitivo nel panorama della Pubblica Amministrazione.
Tutele per chi tutela: presidio davanti all'Ispettorato Territoriale del Lavoro in vista dello Sciopero
Mercoledì 25 ottobre, FP CGIL Ferrara, ha promosso insieme alle altre sigle sindacali un incontro davanti all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Ferrara dalle 10 alle 12 in preparazione dello sciopero del 30 ottobre.
In un contesto in cui il dibattito sulla sicurezza sul lavoro è sempre più acceso e le tragiche “morti bianche” continuano a essere al centro della discussione politica, i lavoratori dell’ispettorato si trovano ad affrontare difficoltà significative. Nonostante l’attenzione rivolta a questo settore, ancora oggi, essi attendono l’adeguamento salariale previsto per i colleghi del ministero. Questo presidio rappresenta un grido d’allarme, mettendo in evidenza la necessità di azioni concrete per migliorare le condizioni di chi si occupa della sicurezza sul lavoro.
La disorganizzazione, gli organici ridotti e le insufficienze strutturali e organizzative sono solo alcune delle sfide che affliggono questo settore. Il presidio mira a sollecitare azioni concrete per affrontare queste problematiche e garantire tutele a chi si impegna per la sicurezza sul lavoro.
Il presidio rappresenta un segnale forte e urgente. La sicurezza sul lavoro è una questione di vitale importanza, e coloro che sono incaricati di vigilare su di essa meritano il nostro sostegno e riconoscimento. “Tutele per chi tutela” richiama l’attenzione sulla necessità di migliorare le condizioni di lavoro per i lavoratori dell’Ispettorato del Lavoro, affinché possano svolgere il loro compito in modo efficace e sicuro. La questione della sicurezza sul lavoro non può essere trascurata, e questo presidio è un passo importante verso un cambiamento positivo.
Pratello: La FP Cgil denuncia gravi carenze nel carcere minorile e chiede interventi urgenti
Pratello: La FP Cgil denuncia gravi carenze nel carcere minorile e chiede interventi urgenti
“Mancanza di letti, scarsa pulizia, sovraffollamento: la situazione critica al Pratello preoccupa la Fp Cgil Bologna”
Una recente visita al carcere minorile del Pratello ha rivelato una serie di gravi carenze nelle condizioni di detenzione dei giovani, secondo quanto denunciato dalla Fp Cgil Bologna. La situazione è così preoccupante che la Fp Cgil sta chiedendo interventi immediati per garantire la dignità e la sicurezza dei detenuti.
La carenza di letti e materassi è diventata allarmante, al punto che alcuni giovani detenuti sono costretti a dormire a terra, con materassi improvvisati. Inoltre, la pulizia è carente, molte camere detentive non hanno finestre e alcune non hanno nemmeno il secondo cancello funzionante, mettendo a rischio la sicurezza dei giovani detenuti.
Nel corso della visita, è emerso che due minorenni sono rimasti intrappolati nella loro camera per un lungo periodo a causa della rottura della serratura della porta blindata. Questi sono solo alcuni dei problemi riscontrati dalla rappresentanza della Fp Cgil durante la loro ispezione al Pratello.
Il direttore della struttura ha anche segnalato il persistente sovraffollamento, aggravato dalla presenza di minori con gravi problemi di salute mentale e dalla grave carenza di personale, che ha portato alla sospensione di attività trattamentali. La situazione è ulteriormente complicata dalla mancanza di un comandante titolare a tempo pieno e dalla lamentela del medico in servizio riguardo all’assenza di una poltrona odontoiatrica per gli interventi urgenti.
La Fp Cgil ha riferito che attualmente al Pratello operano circa 30 agenti di polizia penitenziaria, costretti a lunghe ore di straordinario, doppi turni e servizi aggiuntivi dopo il turno di notte, il che ha reso estremamente difficile la loro condizione di lavoro.
Inoltre, le dotazioni strumentali fornite al personale penitenziario sono insufficienti e malfunzionanti. La Fp Cgil sottolinea che, a causa dell’apertura del secondo piano detentivo senza un adeguato rinforzo del personale, il rapporto numerico tra operatori e minori è ormai quasi di uno a uno, mettendo a repentaglio la sicurezza di tutti e compromettendo la funzione di recupero che dovrebbe essere fondamentale in un carcere minorile.
La Fp Cgil ha ribadito che questa emergenza è perdurata troppo a lungo e sta diventando la norma, e quindi ha richiesto un intervento urgente. La sindacato ha chiesto un incremento adeguato dell’organico di polizia penitenziaria e una maggiore attenzione per educatori e assistenti sociali. Inoltre, è stata proposta una drastica diminuzione del numero dei minori detenuti, con particolare attenzione all’allontanamento dei giovani più problematici, per garantire una situazione più sicura e dignitosa al Pratello.
Situazione di emergenza all'Istituto Penale Minorile di Bologna: la denuncia di FP CGIL Emilia-Romagna
Numerose segnalazioni sul sovraffollamento e le condizioni critiche all’Istituto Penale Minorile di Bologna
La nostra organizzazione sindacale è costantemente impegnata nella tutela dei lavoratori e nella promozione del rispetto dei diritti umani all’interno degli istituti penitenziari. Oggi, purtroppo, dobbiamo sollevare l’allarme sulla situazione critica che si sta verificando presso l’Istituto Penale Minorile di Bologna, noto come ‘Pratello’.
Come già da noi segnalato in passato, il sovraffollamento è diventato un problema insostenibile per questa struttura, con la presenza attuale di ben 44 detenuti. Nonostante le nostre ripetute denunce, nulla è stato fatto per alleviare questa situazione disastrosa.
La grave carenza di personale, inclusi operatori socio-educativi, si è ulteriormente acuita in questo periodo, aggravando ulteriormente la situazione. Come se non bastasse, alcune celle risultano inagibili a causa di danni strutturali, il che significa che non tutte le persone detenute possono essere sistemate in condizioni dignitose.
Il nostro segretario Salvatore Bianco ha recentemente inviato una missiva al dipartimento e alle direzioni di giustizia minorile per attirare l’attenzione sullo “scontato aumento delle tensioni” che si è verificato negli ultimi giorni, causando addirittura divieti d’incontro tra i detenuti. Questo era prevedibile a causa dell’elevato numero di ristretti presenti nell’Istituto.
Come sindacato, riteniamo che sia urgente prendere misure decisive per affrontare questa crisi. Chiediamo un immediato stop agli ingressi di nuovi detenuti e un urgente sfollamento della struttura. È evidente che gestire un numero così elevato di ristretti in una struttura non adatta alla loro accoglienza è una pura utopia, e le conseguenze sono drammatiche.
Inoltre, desideriamo sottolineare la mancanza di adeguate misure di climatizzazione durante l’estate, il che crea ulteriori disagi per i detenuti e il personale. La mancanza di soluzioni adeguate, soprattutto in un periodo di ferie estive, è inaccettabile.
L’Amministrazione deve rispondere a queste gravi criticità e affrontare la situazione senza ulteriori indugi. La sicurezza e la dignità dei detenuti, così come la salute e la sicurezza dei lavoratori, devono essere la priorità assoluta. La nostra organizzazione sindacale continuerà a monitorare da vicino questa situazione e ad agire per garantire un miglioramento immediato delle condizioni presso l’Istituto Penale Minorile di Bologna.
Firmata ipotesi di accordo per il CCNL 19/21 Dirigenti delle Funzioni Centrali e Professionisti EPNE
FINALMENTE, DOPO TRE MESI DI TRATTATIVE, IL 25 MAGGIO SCORSO SI È FIRMATA L’IPOTESI DI ACCORDO PER IL RINNOVO DEL CCNL 2019/2021 PER L’AREA DELLA DIRIGENZA DELLE FUNZIONI CENTRALI E I PROFESSIONISTI DEGLI ENTI PUBBLICI NON ECONOMICI
Sotto il profilo economico il contratto consentirà di riconoscere aumenti medi delle retribuzioni pari al 3,78%, cui le Amministrazioni dovranno sommare un incremento del Fondo per la contrattazione integrativa fino allo 0,22% del monte salari 2018, in linea con gli altri rinnovi dei contratti pubblici per lo stesso triennio.
Il nuovo testo contrattuale rafforza le relazioni sindacali fino a prevedere che le materie oggetto dell’attività degli Organismi Paritetici per l’Innovazione siano trasferite al “confronto” ove gli OPI non siano costituiti. Inoltre, la “contrattazione integrativa” sull’utilizzo dei fondi dovrà essere avviata entro il mese di aprile per ciascun anno di riferimento degli stessi e non più negli anni successivi come accade attualmente. Sono state introdotte poi, in parte normativa, alcune innovazioni già avviate negli altri comparti, come il lavoro agile e da remoto, e migliorati alcuni istituti come i congedi dei genitori e per le donne vittime di violenza di genere, il riconoscimento dell’identità alias e il superamento di alcune limitazioni alle assenze per gravi patologie.
Fermo restando l’impegno su alcune questioni che non è stato possibile risolvere (estensione di diritti e tutele per i dirigenti sanitari con impegno orario del Ministero della Salute e di AIFA e inquadramenti dei professionisti), la FP CGIL rivendica il buon risultato raggiunto ribadendo ora la necessità di un adeguato stanziamento di risorse nella prossima legge di bilancio (l’ultima disponibile), per poter avviare le trattative per i rinnovi contrattuali 2022/2024.
Per questo, oltre a vigilare perché gli organi di controllo non allontanino, oltre i termini di legge, l’entrata in vigore di questo accordo e la corresponsione degli arretrati, continuiamo la mobilitazione che ha visto da ultimo le manifestazioni unitarie di CGIL CISL UIL del 6, 13 e 20 maggio scorso.
Lavoro agile in Agenzia dell'Entrate durante l'emergenza: possibile grazie al nostro intervento!
Disposizioni per il lavoro agile e assenze giustificate: le nuove misure comunicate dalla Direzione Regionale dell’Emilia Romagna
La Direzione Regionale dell’Emilia Romagna ha comunicato l’emanazione di disposizioni rivolte ai Direttori Provinciali. L’obiettivo è autorizzare il lavoro agile per i dipendenti che hanno difficoltà a raggiungere la sede o che affrontano situazioni familiari particolari, come la presenza di figli minori. Inoltre, si considereranno assenze giustificate quelle dei nuovi assunti che si trovano in viaggio o che si confrontano con problemi familiari.
L’impatto delle azioni della FP CGIL: una risposta all’emergenza meteo in Emilia Romagna
Grazie all’incisiva azione della FP CGIL a livello nazionale, regionale e territoriale, l’amministrazione è stata costretta a riconoscere l’acuirsi dell’emergenza meteo in corso nella regione Emilia Romagna. Di conseguenza, è stata concessa l’opportunità di svolgere il lavoro agile a tutti i dipendenti e di non richiedere il recupero delle giornate eccedenti il limite delle 9 mensili per coloro che hanno sottoscritto un accordo individuale. Inoltre, è prevista l’assenza giustificata per i nuovi assunti impossibilitati a raggiungere l’ufficio a causa dell’emergenza.
Un risultato da continuare a monitorato in attesa del decreto che andrà nella direzione da noi fortemente voluta.
Il caso Agenzia delle Entrate: l'emergenza non apre al lavoro agile per tutti
Nel pomeriggio di ieri l’Agenzia Regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile dell’Emilia Romagna ha diramato una nuova allerta rossa per criticità idrauliche ed idrogeologiche valida dalla mezzanotte del 16 maggio in gran parte della regione, invitando a spostarsi solo se necessario e ad adottare il più possibile lo smart working nelle aziende e negli enti.
Per quanto risulta alla scrivente FP CGIL (peraltro neanche in tutte le Direzioni Provinciali interessate dall’allerta rossa) sarebbe stato invece esclusivamente concesso di usufruire di una giornata di lavoro agile ai soli dipendenti che hanno già sottoscritto gli accordi individuali (giornata per la quale è inoltre previsto il recupero al fine di assicurare il rispetto dei limiti previsti dai suddetti accordi).
Per tutti gli altri dipendenti, fatta salva l’eccezione di una singola Direzione Provinciale, compresi i nuovi assunti già fortemente penalizzati durante il tirocinio in situazioni analoghe, non sarebbe stata prevista alcuna possibilità di evitare gli spostamenti dalla propria abitazione (ribadiamo senza curarsi delle indicazioni dell’Agenzia Regionale) e sarebbero conseguentemente stati di fatto obbligati a raggiungere le sedi di lavoro nonostante le potenziali situazioni di grande rischio ed imprevedibile pericolo alle quali andrebbero incontro e senza tenere in debita considerazione anche la chiusura delle scuole con tutti i conseguenti disagi che ne derivano per le famiglie interessate.
Ancora una volta quindi, dopo i deplorevoli precedenti che si sono già verificati per esempio in occasione del malfunzionamento degli impianti di climatizzazione o della sospensione della fornitura di acqua in diverse Direzioni Provinciali della regione, l’amministrazione dimostrerebbe di essere sorda rispetto alla esigenze di prevenzione e tutela e insensibile riguardo alle difficoltà personali e familiari dei propri dipendenti, perdendo un’ulteriore occasione per evidenziare la dovuta attenzione alle direttive delle istituzioni deputate e alla salvaguardia della salute dei propri lavoratori, esponendoli in tal modo a potenziali rischi inaccettabili ed incomprensibili.
Risulta davvero difficile per la scrivente Organizzazione Sindacale comprendere quali potrebbero mai essere le ragioni e le motivazioni che sottenderebbero a tali decisioni, considerando che la stessa Agenzia delle Entrate non ha minimamente indugiato nelle sedi centrali ad adottare il lavoro agile per tutti i dipendenti al verificarsi di situazioni di emergenza, sebbene certamente meno drammatiche di quella attuale, e che, per citare solo una tra le altre amministrazioni pubbliche tra le più prossime alle Entrate, l’Agenzia delle Dogane ha immediatamente fatto ricorso a Bologna al lavoro agile per tutti suoi dipendenti.
Con la presente, pertanto, pur confidando che la situazione resti sempre sotto controllo e ritenendo comunque prioritaria la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini anche in termini di prevenzione e di protezione dai rischi, la FP CGIL auspica e richiede la possibilità per tutti i dipendenti di svolgere l’attività lavorativa in modalità di lavoro agile e che anche nel corso della giornata odierna venga consentito a chi ne dovesse fare richiesta di rientrare alla propria abitazione per completare l’orario di lavoro in modalità agile.
Sciopero INAIL - Ha scioperato più di un lavoratore su due!
Nonostante il dato non sia ancora consolidato a causa di numerose “difficoltà” riscontrate nell’inserimento della causale “sciopero” all’interno della procedura self service (non a caso la problematica delle procedure era ed è tra i pilastri della mobilitazione), e nonostante quanti hanno remato inutilmente contro fino all’ultimo istante, lo sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici dell’INAIL è stato un successo eclatante. Soprattutto in Emilia-Romagna dove hanno scioperato più di un dipendente su due, media superiore al dato nazionale!
Il dato complessivo, al netto delle assenze per altri motivi, sfiora il 50%: ciò significa che un lavoratore/lavoratrice su due ha scioperato dando energia alla voce delle Organizzazioni Sindacali, con un’adesione che raggiunge il 52% circa tra il personale delle AREE e il 60% tra i MEDICI.
Un successo tale da risultare inimmaginabile persino per noi che pure abbiamo toccato con mano, nelle tante e partecipatissime assemblee, il malcontento e la rabbia di un personale che pur ridotto all’osso e nonostante le procedure non funzionanti, effettua quotidianamente i salti mortali per cercare di restituire un servizio pubblico di qualità ai cittadini.
Un risultato che dà la cifra della dignità e del senso di responsabilità del Personale dell’Istituto che, evidentemente, non intende abbassare la testa né rassegnarsi a un Ente agonizzante, a procedure e condizioni di lavoro insostenibili o ad ammalarsi per lavoro.
Una forza potente da portare con noi ai tavoli con i Vertici dell’Istituto, dove mai come oggi il mandato è chiaro: le cose devono cambiare!
Il percorso è certamente lungo e difficile e lo sciopero ne ha rappresentato una importante tappa, non l’ultima.
Una tappa che ci restituisce una importante certezza… la forza con cui il Personale ha voluto sostenere: Noi ci siamo, Noi non molliamo!
Sciopero nazionale INAIL 21 aprile 2023!
21 APRILE 2023 SCIOPERO NAZIONALE PERSONALE INAIL #IOSCIOPERO!
La FP Cgil ha proclamato assieme alle altre sigle sindacali lo sciopero nazionale del personale Inail in data odierna, nell’ambito di un lungo percorso di lotta unitaria, per tutelare l’Istituto e il suo personale.
È ben noto a chi scrive il ruolo determinante ricoperto dall’Inail all’interno del nostro Paese, per fornire sostegno alle persone che si infortunano o si ammalano a causa del lavoro. La storia italiana è stata scritta anche dagli operai vittime di realtà industriali che non hanno saputo coniugare salute e lavoro, diritti costituzionalmente riconosciuti.
Alle lavoratrici e ai lavoratori che hanno subito sulla pelle viva l’infortunio o la malattia professionale dobbiamo pensare oggi, perché la loro storia è anche la nostra storia. La carenza di personale, i carichi di lavoro insostenibili, il pessimo funzionamento delle
procedure informatiche, lo stress lavoro correlato che discende dal non essere messi nella condizione di fornire un servizio all’altezza dell’utenza cui rivolgiamo la nostra azione sono temi che esigono risoluzione immediata. Lo sciopero di oggi è l’unica strada percorribile per riaffermare pervicacemente l’importanza della rappresentanza sindacale, presidio di giustizia e legalità. Ormai ci siamo!!!
Dobbiamo dimostrare all’Amministrazione la nostra ferrea volontà di scioperare e in questo modo dare un fortissimo segnale di attaccamento al nostro storico Istituto.
Scioperando in modo compatto legittimeremo anche il rilancio della funzione sociale del nostro Ente per fornire un servizio “giusto” alla nostra utenza.